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Regime patrimoniale dei coniugi

21.02.2022

Il matrimonio comporta per i coniugi conseguenze non solo personali ma anche di ordine patrimoniale.
I coniugi possono scegliere il regime della separazione dei beni:
– al momento della celebrazione del matrimonio rendendo apposita dichiarazione al
celebrante (Ufficiale di Stato Civile Parroco o altro Ministro del Culto);
– prima del matrimonio a mezzo di apposita convenzione stipulata avanti ad un notaio (la
convenzione deve essere prodotta all’ufficiale di Stato Civile al momento della celebrazione o
della trascrizione del matrimonio);
– successivamente al matrimonio con convenzione stipulata avanti ad un notaio per atto
pubblico.

Tipologie – Il regime patrimoniale determina la regolamentazione giuridica degli acquisti effettuati dai coniugi durante il rapporto matrimoniale nel seguente modo.

I. Comunione legale – è il regime patrimoniale dei beni che si applica automaticamente se i coniugi non optano per un regime diverso. Comporta che i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente entrino a far parte di un unico patrimonio comune ai due coniugi i quali indipendentemente dall’apporto reale di ognuno ne sono proprietari al 50%.
Ricadono in comunione:
• gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio;
• le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio (art. 177, 1 co. c.c.);
• gli utili ed incrementi di azienda di proprietà di uno solo dei coniugi anteriormente al matrimonio,
ma gestita da entrambi;
• i risparmi dei coniugi.
Mentre sono esclusi dalla comunione i seguenti beni (art. 179 cc.):
• beni di cui il coniuge era titolare prima del matrimonio;
• beni acquistati da un coniuge per successione o donazione (salvo non sia espressamente
dichiarato che sono attribuiti alla comunione);
• beni di uso strettamente personale;
• beni che servono all’esercizio della professione;
• beni ottenuti a titolo di risarcimento danni;
• pensione per la perdita totale o parziale della capacità lavorativa;
• beni acquistati con il prezzo del trasferimento di altri beni personali o con il loro scambio,
purché espressamente dichiarato.

I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente.
Lo scioglimento della comunione si può ottenere nelle seguenti ipotesi:
– morte di uno dei coniugi;
– dichiarazione di morte o di assenza presunta;
– sentenza di divorzio;
– sentenza o decreto di omologa della separazione personale;
– fallimento di uno dei coniugi;
– annullamento del matrimonio;
– accordo convenzionale di abbandono del regime di comunione legale;
– separazione giudiziale dei beni.
Con il venir meno della comunione, si può procedere alla divisione giudiziale dei beni in comune.

II. Separazione dei beni – con la separazione dei beni i coniugi conservano la titolarità esclusiva dei beni da ciascuno acquistati durante il matrimonio. Tale regime patrimoniale deve essere adottato congiuntamente mediante una dichiarazione espressa dei coniugi da manifestare durante la celebrazione del matrimonio, o anche successivamente

Se si sceglie la separazione dei beni, sostanzialmente:
• ogni coniuge è proprietario esclusivo dei beni acquistati personalmente prima del matrimonio, • ogni coniuge è proprietario esclusivo dei beni acquistati personalmente durante il matrimonio. Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l’amministrazione degli stessi.

Vi sono forme alternative al regime patrimoniale di comunione e separazione dei beni:
Comunione convenzionale – Marito e moglie, con accordo esplicito, possono costituire un regime patrimoniale diretto a disciplinare con modalità diverse il regime di comunione previsto e regolamentato dalla legge. Concretamente, i coniugi hanno una libertà di azione comunque limitata, poiché con l’accordo possono solo ricomprendere nel regime di comunione legale alcuni beni personali non inclusi nella comunione.

Fondo patrimoniale – Per accordo tra i coniugi, inoltre, possibile costituire un fondo patrimoniale, adottando un regime specifico per far fronte esclusivamente alle necessità della famiglia, mediante un vincolo di destinazione di particolari beni. 


Il fondo può essere costituito da entrambi i coniugi, oppure per volontà di uno solo di essi, con atto pubblico. Il fondo può essere costituito anche per volontà di un terzo, con atto pubblico o mediante testamento. 

Nel fondo possono rientrare solo beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, oppure titoli di credito. 

Per ci che attiene la proprietà e l’amministrazione del fondo, si applicano le norme sulla comunione legale dei beni.
La forma di pubblicità del regime patrimoniale dei coniugi viene realizzata mediante annotazioni a margine dell’atto di matrimonio.

N.B. per qualsiasi cambiamento del regime patrimoniale dopo il matrimonio occorre rivolgersi ad un notaio per la stipulazione di un’apposita convenzione.

La convenzione verrà poi trasmessa dal notaio all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di celebrazione del matrimonio ai fini dell’annotazione sull’atto di matrimonio.